Ho baciato il Ragno nella pineta fitta e buia. E Lui m'ha detto: «La Libertà è uno stato della Mente. Apri la Mente e vedrai tutto più chiaro. Mangia del Fungo del Sapere, il vero Frutto del Bene e del Male, e mille e mille porte s'apriranno davanti a te.»
Nella penombra delle luci soffuse, appare, come d'incanto, un cavaliere scozzese sul palco che ci sovrasta. Col kilt svolazzante, potrebbe essere la reincarnazione del mitico William Wallace di Braveheart... Non fosse per i capelli, che nella nostra versione non ci sono, e per il fatto che non impugna un'enorme spada... ma l'arma che ha in mano può ferire e colpire anche con più violenza... La sfolgorante chitarra blu elettrico luccica come lama, sotto le luci... La gente distratta dall'entrata degli altri giovani cavalieri, ritorna poi attenta quando entra il vero condottiero... Che è una lei. Ed in grembo tiene accovacciato il suo splendente giaguaro, che riposa sornione, prima di tirar fuori gli artigli... Le luci si alzano... Come sole che sorge... Ed illumina l'armata pronta a scendere e portare il fuoco nella Capitale. Belli, quasi immobili, statue pronte ad animarsi ad un minimo gesto... E poi il ruggito, prima sommesso, poi sempre più forte, del giaguaro, domato dalle sapienti mani e dalle delicate dita, della bruna condottiera, da il via alla cavalcata verso Rifugi sicuri... E' una meraviglia starli a guardare, mentre compatti avanzano sulle nostre teste, intessendo un sentiero di suoni e note e distorsioni che tengono il pubblico accorso, come in una morsa. E poi la trance diventa collettiva sul palco. Ogni componente sembra faccia l'amore col proprio strumento, tanta è la passione ed il piacere con cui interagiscono, ognuno con se stesso, ed alla fine ognuno con gli altri... E quando vengono pronunciate, quasi lasciate decantare nell'aria, le parole "la musica è Donna", non si può non guardare lei, Ilenia Volpe, e silenziosamente e con riverenza, annuire. Lei, che schiaffeggia l'aria coi lunghi capelli, che, come un ritratto d'artista, segue con gli occhi vivi tutto il pubblico, ed in qualsiasi posto tu sia, sembra che ti fissi. E tu non puoi non tenere gli occhi su di lei, come ipnotizzato dalla sua voce, ora graffiante, ora carezzevole, che prima ti prende e ti porta in cielo, ed un attimo dopo ti scaraventa con violenza a terra... C'è ancora il tempo per ricordare Kurt Cobain, che dall'alto avrà sicuramente sorriso sul sudore, la grinta, la passione di queste straordinarie persone, che su un palco diventano ognuno membra di un'unica donna. Una bellissima donna. Il cui nome è MUSICA.
ARIETE: "Non puoi sapere cos'è il fuoco se non ci giochi", ha detto Mark Finney, un matematico specializzato in modelli informatici per trovare il modo migliore di spegnere gli incendi nei boschi. La prossima settimana le sue parole saranno il tuo motto, Ariete. Con questo non voglio dire che devi appiccare un incendio per amore della sperimentazione, prendere a calci dei tizzoni ardenti per spargerli in giro, accendere una sigaretta mentre fai benzina o comprare un lanciafiamme. Sto dicendo che dovresti imparare a giocare con delle fiamme utili e affascinanti senza correre rischi. (http://www.internazionale.it/oroscopo/)
PROLOGO 6 del mattino. Brianza. Buio. Freddo. Non ho ancora acceso la prima di tante sigarette di questa lunga giornata, ma dalla bocca esce lo stesso fumo denso. Si sentono solo merli mattutini e qualche macchina di lavoratori del sabato mattina... 600 chilometri. Un passaggio dal buio alla luce. Lasciandosi alle spalle Bologna la grassa e le splendide colline toscane cogli alberi che si stagliano sul loro crinale, accarezzando il cielo, e trattenendo tra le loro esili dita brandelli di nuvole. Roma. Caput Mundi. La giornata è lunga. Ma scorre via veloce tra metropolitane affolate e rifocillanti lasagne (grazie Giorgia). Tra centurioni che finita la loro battaglia per la pagnotta, si tolgono gli schinieri e saltano, con aria truce, a bordo delle loro fiammanti 500 (old style) blu. Tra immobili sarcofagi d'oro ad ogni angolo, e rovine illuminate dai flash giapponesi. Tra il venticello sull'Aventino, e il Cupolone illuminato che sovrasta la città. Tra i bus che puzzano d'orina, e le inaugurazioni di nuovi distributori di benzina... Dalla luce siam tornati al buio. Ma è proprio questo che aspettavo... Che le fiamme, di giorno, non fanno lo stesso effetto... LIGHT A FIRE!
Il locale è buio. E' scuro. Siamo stati marchiati per entrare. C'è un indistinto brusio in sottofondo. L'unica parte veramente luminosa è il bancone del bar. Perché uno vuol vedere bene quel che beve. Poi, all'improvviso la gente viene attirata verso un'altra sala. Una musica che ti scoppia dentro. Una voce tanto graffiante, quanto invitante. Su una parete ragazzi che corrono, suonano... Nascosti da una selva di aste di microfoni, piatti di batterie, cavi, che formano una sorta di intricata e tetra foresta di alberi morti... E loro là dietro che corrono, saltano... Ed infine una risata argentina. E poi torna il buio. E la luce ci restituisce quei giovani in carne ed ossa, lì, che ci sovrastano dal palco... Ed ora la foresta non è più morta e tetra. E' viva, guizzante... Il loro nome risuona, quasi sussurrato dalla cantante del gruppo... Il loro nome: MADKIN.
Ora c'è lei, Serena JeJé, nella sua splendida mise nera, è lì... Pronta a far scoccare la prima scintilla di questo incendio di suoni che sta per bruciare Roma! E fa proprio questo... E sembra nata solo per quello. Per essere una rockstar... Si badi bene, non ho detto una divetta, ho detto una rockstar. Imbraccia la chitarra come fosse un'ascia affilata. La brandisce e tira fendenti a tutti i presenti, ormai rapiti dall'incalzare del loro set. Quando ha in mano la sua arma, nessuno la ferma... Neanche una cinghia che si stacca e che suo marito/il suo compagno/il suo amore (che ringrazia pubblicamente all'inizio del concerto) saltando sul palco dal pubblico, rimette a posto in un attimo. Perché nulla deve interrompere il live. Un live tirato. Tiratissimo. Il pubblico viene poi colpito da uno schiaffo quando attacca Blue Sun (lo ammetto, forse la mia preferita in assoluto), decadente, strisciante, suadente... I brividi durano per tutto il pezzo, e per la sua splendida interminabile coda... L'emozione è tangibile tra il pubblico. Ma è un attimo. Ed ecco che all'unisono i MADKIN tirano un altro fortissimo colpo di scure, attaccando il veloce My Zen... E poi tutto finisce. Il silenzio cala di nuovo nella sala. E il pubblico resta al buio a leccarsi le ferite...
Ieri, improvvisamente, mi sono accorto di aver assistito ad un fatto dalla rilevanza storica eccezionale. Una di quelle cose che un giorno ai tuoi figli o ai tuoi nipoti dirai con orgoglio "Io c'ero. Mi ricordo bene quel giorno"... Quel giorno in cui, per la prima volta nella storia degli Stati Uniti, il Presidente non è stato un bianco. Il primo Presidente degli Stati Uniti d'America Afroamericano... Uno al momento non ci pensa più di tanto... Ma l'uomo a capo di una delle superpotenze mondiali, è nero. E' un momento più che storico. E' un momento carico di speranze, di ottimismo... Sì, perché ieri mattina alzandomi, sono andato a vedere alla TV i risultati dell'Election Day, e quando ho visto che la vittoria era definitiva, mi son sentito bene. Ora si spera solo che tutte le aspettative (o almeno la gran parte) vengano onorate. Ma già il fatto che abbia vinto Obama, è di per sé un cambiamento ed una spinta che basta per rimettersi in moto...
Ed ora veniamo alla vecchiaia... Mi era già capitato di pensare, qualche tempo fa, che uno si accorge di diventar vecchio, anche quando (purtroppo) passando davanti ad un monumento ai caduti, si accorge che quella guerra l'ha vista, e di quei caduti si ricorda... Mi spiego meglio. Quand'ero un bambino, tutte le piazze ai caduti, o i monumenti militari, erano tutti dedicati ai morti delle due guerre mondiali, una cosa a me così distante, magari studiata sui libri, o sentita nei ricordi sbiaditi di qualche nonno o qualche anziano. Ma quando, passeggiando, ora passo davanti ad un monumento per i caduti di Nassirya, allora lì la cosa non è lontana... Ricordo perfettamente perché la guerra è scoppiata, perché dei nostri militari erano (e lo sono tutt'ora) là, le notizie ai TG... Quello che per i miei figli o i miei nipoti, saranno solo ricordi sbiaditi da me raccontati o nozioni lette su un libro di storia.
Ora, ripercorrendo al volo un po' di fatti, mi rendo conto di quanta storia sia già passata in questi miei 30 anni, e questo mi fa rabbrividire... Quelli della mia età hanno già visto (in ordine sparso sia cronologicamente e di importanza): - invasione del Kuwait; - prima guerra del Golfo; - tragedia del Rwanda; - almeno due omicidi di matrice terroristica (D'antona e Biaggi); - diffusione esponenziale del virus HIV; - tragedie negli stadi; - tzunami, terremoti ed alluvioni varie; - Katrhina; - dramma della Valtellina; - attentato al Papa e rapimento Orlandi; - strage mafiosa di Capaci; - strage ed omicidio di Borsellino; - strategia della tensione; - le Torri Gemelle a New York; - gli attentati terroristici in giro per il mondo; - l'IRA; - seconda guerra del Golfo; - guerra in Afghanistan; - Nassirya; - Intifada...
... ed ora mi fermo, perché mi sembra già fin troppo....
Premettendo che questo blog non ha mai avuto ambizioni di far politica, o di essere un blog di denuncia, ma semplicemente una valvola di sfogo personale, qui non si può tacere... Ora, vi chiedo un piccolo sforzo... Dimenticate per un attimo le vostre idee politiche, le vostre convinzioni, la vostra squadra del cuore, etc. e cercate di usare solo la RAZIONALITA' e la LOGICA. Il primo video si riferisce alla conferenza stampa del 22/10/2008. Il secondo video, si riferisce ad un intervento con la stampa da Pechino, il 23/10/2008. Ora, a meno che non viviamo in un paese come la Cina (che è stata capace di mandare in onda con 10 secondi di differita la cerimonia dell'accensione della fiaccola olimpica, per poter intervenire su fatti incresciosi senza che il telespettatore se ne accorgesse...) oppure le parole del Presidente del Consiglio sono state pronunciate... Ora alla fine del secondo intervento il Presidente del Consiglio parla di "divorzio" tra l'informazione (i media) e la realtà da lui vissuta. Mhhhhh... A me sembra che la realtà da lui vissuta sia un po' differente da quella vissuta da una moltitudine di italiani... Non vorrei che l'unico "divorzio", sia quello del Presidente del Consiglio dal suo cervello...