mercoledì, marzo 26, 2008

ROMA UNDERGROUND MUSIC TV



Tutto nasce una sera... Una sera come altre.
Parlando con una mia amica musicista, mi faceva notare quanto le faceva tristezza MTV...
Ora, ci sono cose di MTV che apprezzo, tipo HAPPY TREE FRIENDS, però effettivamente, a livello di video musicali, siamo ormai sommersi da lavori di artisti (?) hip hop, con queste schiere di bellissime ragazze di colore che muovono allegramente e graziosamente i loro bei posteriori... E se non è l'hip-hop, anche gli altri lavori hanno tutti questa sorta di patinata irrealtà... Ed allora m'è venuta l'IDEA!
Cos'è RMTV? E' semplicemente un esperimento, niente di più... Innanzitutto RMTV sta per ROMA UNDERGROUND MUSIC TV, e cioè un'alternativa a MTV.
Nell'era del Web 2.0, dove ognuno può dire la sua, con i mezzi che la tenologia e la rete ci mettono a disposizione, ho pensato di creare un canale sì di video musicali, ma niente a che vedere coi culetti svolazzanti di MTV: su questo canale girano in rotazione, 24 ore su 24 ore, video di gruppi della scena underground ed indipendente romana.
Ragazzi e ragazze che non hanno major alle spalle a promuovere i loro lavori, registi affermati che si offrono volontari per girare i loro video, radio pagate per mettere in onda i loro pezzi. No, niente di tutto questo. Sono ragazzi e ragazze che si fanno un mazzo per la loro passione, sono video girati da amici/fans durante i loro live nei locali romani e non, frutto di un'incessante auto-promozione, che li ha portati ad autoprodurre CD che nulla hanno da invidiare a nessuno!
Ora, la qualità dei video su RMTV forse non sarà eccelsa, lo ammetto. Ma trasmette davvero quello che un live deve trasmettere: passione,passione e passione. A volte pure delirio e sfascio, è vero, ma pure questo ci sta... E state pur sicuri che tutto quello che vedete su RMTV è AUTENTICO. Niente di studiato, preparato, recitato... Questo è quello che potete trovare nei live degli artisti che per ora hanno aderito al progetto.
Qui di seguito vi lascio i loro nomi. Ricordateveli, mi raccomando. Perché un domani potrete dire "Ah, sì, li conosco... Giravano su RMTV!"
Hanno aderito al progetto (e per questo a loro va la mia gratitudine): ILENIA VOLPE, MAdKIN, MALLORY KNOX, LUMINAL, THELMAS, BLONDE IS OVER.



RMTV lo potete vedere a questi indirizzi: http://it.geocities.com/romaundergroundtv/ oppure http://www.mogulus.com/romeundergroundtv oppure in streaming direttamente sul mio SPACE.





lunedì, marzo 17, 2008

Confusion

No, non sono MORTO...
... sono solo in STAND-BY.



domenica, febbraio 17, 2008

Attendendo lo schianto

E' successo ancora...
Non è la prima volta, e molto verosimilmente, non sarà neanche l'ultima...
Stavo tornando l'altra sera dal lavoro, ed ho sognato lo schianto. Questa volta è stato su una canzone dei Green Day, altre volte è stato su canzoni diverse, ma l'effetto è poi sempre lo stesso.
L'altra macchina che sventra la mia, lo stridore dei freni, la puzza della gomma bruciata sull'asfalto, le lamiere che si accartocciano... E poi l'asfalto lucido, le sirene, le luci, le voci intorno a me...
Perché? Vi domanderete... Non lo so. Vi rispondo... Sarà perché era dalla mattina che mi sentivo uno stronzo? Sì, perché ci sono persone e cose che hanno questa capacità: farmi sentire uno stronzo, anche se non ne so il perché. O forse lo so e faccio finta di non capirlo... O forse mi sento uno stronzo proprio perché non capisco se lo sono o no...
Ed allora, guidando, la mente vaga e vaga e vaga... Fino allo schianto. Ultime note che rimangono impresse nella testa... Chissà se esiste la colonna sonora perfetta per uno schianto...
C'è una scena di Fight Club, in cui c'è Brad Pitt alla guida e Ed Norton al posto del passeggero. Ad un certo punto Brad Pittt lancia la macchina ad alta velocità sull'autostrada, a tutta velocità, e poi lascia il volante....
Io non avrei abbastanza palle per farlo. O forse ne ho abbastanza per evitare una cazzata del genere.
Perché forse ci voglion più palle per affrontare i problemi giorno per giorno, che chiudere con tutto...


venerdì, febbraio 08, 2008

A volte penso

A volte penso. E per qualcuno è già un fatto notevole in sè.
A volte penso che mi piacerebbe vivere in un bosco.
A volte penso che il sole che sorge, riflettendosi sulle montagne innevate, sia una cosa che ti riconcilia col mondo.
A volte penso che forse ho sbagliato qualcosa.
A volte penso che se avessi il teletrasporto, sarebbe una gran cosa.
A volte penso che vivrei meglio a 250km da qui. O anche a 630km.
A volte penso che una bottiglia di buon vino con le persone giuste, sia qualcosa di molto vicino alla serenità.
A volte penso, o meglio, ripenso alla frase sentita da un vecchio pazzo sulla metropolitana verso Cimiano. (...anzi, forse non era assolutamente pazzo...)
A volte penso di essere felice. O quantomeno sereno.
A volte penso di no.
A volte penso che spesso il successo e la fama, non sono dovuti a meriti e talento.
A volte penso che manchino dei veri leader carismatici, capaci di scuotere le coscienze.
A volte penso che ci siano città dove la media della bellezza femminile sia molto alta.
A volte penso che la vera poesia non sia esprimibile a parole. O almeno con parole cosnosciute.
A volte penso che il sorriso e gli occhi di mio nipote siano la forma di poesia più bella che uno possa concepire.
A volte penso che le distanze siano d'impiccio.
A volte penso che le distanze possano essere eliminate grazie alla mente (e magari al teletrasporto, se già ci fosse...).
A volte penso che per qualcuno sarò un buon ricordo. Per altri un po' meno.
A volte penso che sarebbe meglio non pensare troppo.

lunedì, gennaio 21, 2008

E, finalmente, ZERO!!!





Il luogo deciso per l'incontro, era gremito di persone.
Il passaparola aveva funzionato, e in molti avevano risposto alla chiamata.
Teste e spalle che dondolavano nella semioscurità, che confondeva i profili e i volti. Sconosciuti, spersonalizzati, uno accanto all'altro. Uno appoggiato all'altro, quasi a volersi sostenere a vicenda.
Ogni tanto qualche gridolino, qualcuno impaziente che il rito avesse inizio...
E poi, improvvisamente, il momento arrivò.
La Sacerdotessa, cinta di chiare vesti, stava salendo all'altare, seguita, preceduta, quasi avvolta e protetta, dai suoi quattro discepoli prediletti, indispensabili perché il rito avesse luogo ed effetto.
La tensione per l'attesa, che era andata montando in tutto quel tempo, scoppiò in grida scomposte che inneggiavano alla Sacerdotesssa... Lei, ritta, là, in mezzo all'altare sopraelevato, guardava la gente raccolta attorno a Lei con amore. E la folla era lì... La guardava, la ammirava... Stava aspettando solo una sua parola.
E poi tutto ebbe inizio.
Con l'elettricità del fulmine, il fragore del tuono, l'impeto del vento, la ruvidità della pietra, il rito iniziò! La folla catapultata in un attimo nella trance collettiva...
La Sacerdotessa, con le sue mani, le sue dita veloci, la sua voce che passava dall'essere suadente al graffiante, dava il movimento alla folla. Completamente in suo potere. Avesse ordinato qualsiasi cosa, la folla l'avrebbe fatto. Ed allora diede il permesso di danzare. E la folla danzò, ipnotizzata dalla lunga chioma fulva della Sacerdotessa, che agitava come una frusta che domasse la moltitudine. E poi improvvisamente, rapita da quello sguardo pieno d'amore, di rabbia, di dolcezza, di determinazione la folla si acquietò. Ma era semplicemente la calma che precede la tempesta... Una tempesta che la Sacerdotessa sapeva governare e guidare sapientemente, fino a far salire gli adepti più fervidi sull'altare con Lei... E poi, tutto finì.
Il rito aveva avuto luogo. Ma soprattutto aveva avuto effetto. Perché nessuno, tra i presenti, sarebbe stato più lo stesso, dopo quella notte.







Tanti, nei giorni precedenti, mi han detto che sarebbe stata una sciocchezza.
Tanti lo pensano tutt'ora. Farsi più di 600 km, per cosa? Per sentire delle band suonare? Per vedere gente che hai visto semplicemente dietro un freddo schermo? E poi son cose che, mi si dice, potevo fare 10 anni fa...
Ma io sono un testone. E sabato mi son svegliato alle 5.00, mi son fatto 600 km in treno, ho visitato una città che sto iniziando davvero ad amare, e sono andato a vivere delle emozioni che mi hanno ripagato di tutta questa fatica. Avevo fatto una promessa ad una persona. Sì, una persona conosciuta solo dietro un freddo schermo... Ma non chiedetemi perché, non saprei rispondervi, ci tengo a quella persona. Sabato quella persona m'ha dato tanto. Senza bisogno di cercare di spiegarlo a parole. Io lo so questo. Ed ora lo saprà probabilmente anche lei...
E, tra le altre cose, sono orgoglioso di esserci stato. E' come quelle persone che una sera avranno sentito suonare dei ragazzotti in un locale di Liverpool, il The Cavern, ed avran pensato "Caspita, questi spaccano... Secondo me diventeranno qualcuno...".
Ecco, io sabato ho avuto la stessa sensazione, guardando negli occhi la persona che stava lì immobile in mezzo al palco, mentre il pianoforte picchiava nella testa...
Bene, quando la mia città sarà tappezzata dai loro manifesti, io dirò orgoglioso agli amici: "Io c'ero quel 19 gennaio..." E voi? Dov'eravate?

(Si ringrazia per la foto ILENIA VOLPE e per il logo EMIANZ)





venerdì, gennaio 18, 2008

MENO UNO!


UN PICCOLO ASSAGGIO, VA'...